mutui e mercato immobiliare

Dato l’accaduto del 2020 si potrebbe dire che un eventuale calo del 20% del mercato immobiliare sarebbe da considerarsi positivo.

Nei primi nove mesi del 2020 si è registrato un calo del 20% del mercato immobiliare  se messo in paragone con lo stesso periodo del 2019, ma tenendo conto che quell’anno è stato un anno record per le compravendite delle case e che l’anno in corso è tuttora condizionato dall’emergenza Covid che ha obbligato il settore a rimanere fermo per diversi mesi, la performance è da considerarsi più che positiva.

In parte, il mercato immobiliare ha retto proprio in seguito agli scenari imprevedibili che si sono innescati con il coronavirus, sia a livello sociale sia a livello economico, portando cambiamenti nello stile di vita delle persone, a partire dalla voglia di acquistare una casa con più spazi e più decentrata rispetto alle aree urbane. Allo stesso tempo anche il mercato creditizio ha beneficiato di questo trend, certamente supportato dai tassi di interesse più bassi di sempre.

Questo significa che prima e dopo il lockdown il mercato immobiliare ha avuto sostanzialmente lo stesso andamento dello scorso anno dando prova di tutta la sua forza e resilienza nonostante una fiscalità molto pesante e complessa e l’assenza di politiche strategiche di sostegno e di rilancio del settore.

Vaccino Covid-19, cosa succederà ai tassi di interesse?

All’inizio della pandemia era difficile prevedere l’andamento dei tassi di interesse. Gli indici di riferimento dei mutui hanno registrato nuovi minimi storici, portando l’Euribor con scadenza mensile fino a -0,56, mai così basso.

Da inizio anno, tutte le scadenze del parametro di riferimento dei mutui a tasso variabile sono scese in media di 15 punti base, mentre le durate da 5 a 30 anni dell’indice Eurirs sono diminuite in media di mezzo punto percentuale, facendo scivolare i mutui a tasso fisso ai minimi di sempre.

Nel breve termine, è probabile che i tassi dei mutui rimarranno agli attuali livelli. A

nche in questo caso, l’introduzione di un vaccino Covid-19 potrebbe portare fiducia sui mercati e nella previsione di una ripresa economica anche i tassi potrebbero tendenzialmente salire, anche se oggi è troppo prematuro fare analisi.

Volendo analizzare il trend dell’IRS a 30 anni, utilizzato per i mutui a tasso fisso di pari durata, in base alle ultime rilevazioni possiamo vedere che il parametro è tornato a quota 0,11, ai livelli di fine agosto, ma soprattutto, si può verificare che in seguito al primo annuncio dell’efficacia del vaccino da parte di Pfizer-BioNTech, la scadenza Eurirs 30 anni è aumentata di 10 punti base in un’unica sessione e questo evento non era mai capitato nel corso del 2020. Inoltre, ad oggi, la durata IRS trentennale è in territorio positivo da 12 sedute consecutive, e anche questo è un record per il 2020.

Surroga del mutuo e rinegoziazione del tasso

La sostituzione del mutuo continuerà ad essere un traino per il mercato dei mutui. Chi vuole risparmiare sulla rata del proprio mutuo continuerà a chiedere una rinegoziazione con la propria banca o una surroga ad un altro istituto fino a quando i tassi rimarranno bassi. E in certi casi, il taglio della rata è pressoché garantito. Per esempio, chi avesse sottoscritto un mutuo soltanto tre anni fa al tasso del 2,50%, oggi potrebbe portarlo a partire da 0,50%, con un risparmio, per un mutuo di 150.000 euro in 25 anni, di circa 140 euro al mese.