Previsioni Settore immobiliare 2021 in Italia

Secondo un analisi svolta da Pwc svolta sul settore immobiliare in Italia, si va incontro ad un cambiamento strutturale, tenendo conto che il settore immobiliare rappresenta il 20% del Pil del nostro paese e costituisce la principale forma di investimento delle famiglie, è anche vero che l’impatto definitivo causato dal COVID-19 non è ancora del tutto chiaro e dipenderà dalla durata e intensità delle misure restrittive, dagli strumenti che verranno messi a disposizione nei prossimi mesi e dal consolidamento di nuovi comportamenti.

 

Ecco in particolare quanto previsto per i diversi settori del settore immobiliare:

  • Per quanto riguarda il settore Residenziale: in particolare, gli analisti hanno previsto per il 2020 un calo delle transazioni del 20-25% rispetto all’anno record 2019.
    Sul lungo periodo, gli effetti congiunturali dipenderanno dall’impatto della pandemia sul reddito delle famiglie.
    Nei primi 9 mesi del 2020, come effetto della pandemia gli investitori hanno in gran parte adottato un approccio ‘‘wait and see’’. Questo, insieme all’incertezza generata dal perdurare dell’emergenza e delle conseguenti misure restrittive, fa si che ci si aspetti volumi di investimenti contenuti per il resto dell’anno.
  • Retail: tra le asset class maggiormente colpite a causa del lock-down, ha registrato una forte domanda di rinegoziazione dei contratti di locazione e/o di sospensione temporanea degli affitti, ed è difficile prevedere i prossimi sviluppi del mercato.
  • Hospitality: la situazione è più complessa in quanto c’è stata un’immediata e forte contrazione del mercato e si prevede che la domanda nel breve termine sarà sostenuta prevalentemente – ove possibile – dal turismo locale. Nonostante questo, guardando al lungo periodo, gli investitori istituzionali manterranno alto l’interesse per il settore, dove il mercato dei crediti deteriorati potrà essere una fonte preziosa di nuovi prodotti da ripensare in chiave innovativa.

Quali sono le Priorità d’azione?

Sono dieci, infine, secondo Pwc, le priorità d’azione per una solida ripartenza della industry nel post-pandemia:

  1. Flessibilità e nuove modalità di utilizzo degli spazi, in virtù delle nuove abitudini emerse nella vita lavorativa e personale. Sarà necessario superare la rigidità normativa sulla destinazione d’uso degli edifici.
  2. Revisione della relazione tra proprietario e conduttore, così da comprendere non solo le esigenze di quest’ultimo, ma anche la sua attività e operatività in modo da aver contezza della sua effettiva capacità di sostenere il canone.
  3. Ristrutturazione e rigenerazione urbana, soprattutto in chiave green e strutturale, anche sfruttando gli incentivi europei. Gli interventi di questo genere hanno un elevato moltiplicatore economico; gli immobili di fascia alta sono gli unici per cui non è prevista una diminuzione dei prezzi di vendita e di affitto; la carenza di spazi di buona qualità è percepita come un problema sia dagli investitori, sia dagli inquilini, sia dalle istituzioni.
  4. Certezza amministrativa. Occorre certezza sulle disposizioni del Governo, così da mitigare i rischi operazionali che caratterizzeranno i prossimi. Tale elemento emerge sempre con forza in ottica di confronto con investitori internazionali.
  5. Nuovi canali di finanziamento. Il settore immobiliare deve iniziare a guardare anche canali di finanziamento diversi da quello bancario. In conseguenza della congiuntura economica le banche si troveranno ad affrontare un incremento della massa di crediti deteriorati e saranno dunque necessari nuovi attori o nuove forme di finanziamento a supporto dei nuovi progetti.
  6. Nuove soluzioni per gli investimenti internazionali. La difficoltà di viaggiare rischia infatti di porre un freno agli investimenti internazionali e sono quindi necessarie misure di semplificazione amministrativa e fiscale per attrarre nuovi capitali.
  7. Sviluppo di infrastrutture di trasporto e digitali. La connettività dell’asset o dell’area sia sotto il profilo fisico sia digitale è un elemento determinante nella scelta degli investimenti immobiliari. Ciò anche alla luce degli impatti derivanti da un maggiore uso
  8. Nuove nicchie di mercato. Il settore deve iniziare a guardare a nuove nicchie di mercato che presentano un potenziale (es.: strutture di assistenza sanitaria e sociale, data center, co-housing, co-working). Gli ultimi mesi hanno dimostrato non solo quanto la logistica sia stata fondamentale per consentire la distribuzione nel corso del lockdown. La crisi sanitaria ha poi reso evidente il ruolo delle strutture di cura.
  9. Trasformazione digitale. Lungo tutto l’arco del ciclo immobiliare, dalla decisione di investimento, alla costruzione e alla manutenzione predittiva, nonché alla gestione degli inquilini, l’utilizzo della tecnologia sarà imprescindibile. Il settore deve dunque prepararsi a una profonda trasformazione digitale, andando verso un modello proptech.
  10. Applicare gli obbiettivi di sviluppo sostenibile all’interno del business e della propria strategia (sia per ragioni di difesa del brand, sia perché gli interventi ad alto impatto sociale possono rappresentare uno strumento di mitigazione del rischio se si trova un accordo con le istituzioni).

 

Altra analisi svolta per il 2021 svolta da Savills IM