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Detrazioni fiscali 2020

Guida completa del Notariato per Detrazioni Fiscali 2020, per la casa

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha redatto una utile guida per districarsi tra tutte le casistiche, Ecco il file completo con l’intera guida,
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Premessa

Gli interventi di miglioramento del patrimonio edilizio da parte di soggetti privati beneficiano di consistenti agevolazioni fiscali; alcune di queste agevolazioni sono risalenti, altre sono di più recente introduzione. Tutte le agevolazioni che verranno esaminate sono congegnate con il meccanismo della detrazione di una parte della somma spesa dal reddito delle persone fisiche e, per alcune particolari fattispecie, anche da quello di soggetti passivi Ires. Le vicende di queste detrazioni sono di rilevante interesse per il Notaio in sede di trasferimento
dell’immobile sul quale gli interventi sono stati realizzati. In particolare verranno esaminate le varie fattispecie agevolate, la sorte delle detrazioni negli atti a titolo oneroso e gratuito e in sede successoria con la conseguente fruibilità o meno delle stesse da parte di eredi e legatari.
Più specificamente verranno esaminate:
– le detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio
– le detrazioni per il risparmio energetico
– le detrazioni per gli interventi antisismici
– le detrazioni per il rifacimento delle facciate
– le detrazioni per gli interessi passivi dei mutui.
Verrà infine, con un ultimo paragrafo, trattata l’introduzione nell’ordinamento di novità in materia di detrazioni ad opera del DL 34/2020 (cd. “Decreto Rilancio”).

LA DETRAZIONE DELLE SPESE PER INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO

La prima agevolazione che viene in considerazione è quella prevista dall’articolo 16-bis del Testo Unico delle imposte sui Redditi, in forza del quale dall’imposta lorda (IRPEF) si detrae un importo pari al 36% delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi. La misura della percentuale (36%) e il tetto massimo detraibile (euro 48.000) sono stati, a partire dal 2012, di anno in anno rispettivamente elevati al 50% e a euro 96.000 con le leggi di bilancio susseguitesi nel tempo. Questa misura di favore è stata confermata per l’anno 2020 anche con l’ultima legge di bilancio (art. 1 comma 175 legge 160 del 27 dicembre 2019).

Potranno usufruirne:

– i proprietari ed i nudi proprietari;
– i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
– i locatari e i comodatari;
– gli imprenditori individuali per i beni non rientranti tra i beni strumentali o tra i beni merce;
– i soggetti che producono redditi in forma associata (società semplice, in nome collettivo, in accomandita semplice) purché, come per l’imprenditore individuale, non si tratti di beni strumentali o di beni merce;
– il familiare convivente del titolare del diritto sull’immobile (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado);
– il coniuge che in sede di separazione divenga assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
– il componente dell’unione civile;
– il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto di interventi nè titolare di un contratto di comodato;

 

I principali tipi di intervento contemplati dalla norma

I principali interventi ammessi al beneficio sono i seguenti:
– interventi di cui alle lettere a), b), c e d) dell’art. 3 DPR 6/6/2001 n. 380 effettuati su parti comuni di edifici residenziali
– interventi di cui alle lettere b), c e d) dell’art. 3 DPR 6/6/2001 n. 380 effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze

– interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie di interventi di cui sopra purché ricorrano determinate condizioni
– interventi destinati alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune
– interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche
– adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di compimento di atti illeciti da parte di terzi
– realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico
– realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici
– adozione di misure antisismiche (su interi edifici e non su singole unità immobiliari)
– bonifica dall’amianto ed esecuzione di opere volte ad evitare infortuni domestici.

Volendo sintetizzare, gli interventi di più larga utilizzazione sono pertanto i seguenti:
a) manutenzione ordinaria (solo per interventi realizzati su parti di edifici condominiali)
b) manutenzione straordinaria
c) restauro e risanamento conservativo
d) ristrutturazione edilizia.

 

LE DETRAZIONI PER GLI INTERVENTI CHE DETERMINANO UN RISPARMIO ENERGETICO

Informazioni generali

Una prima fonte normativa è, anche per questo tipo di interventi, l’articolo 16-bis lettera h) che disciplina genericamente la realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici. Per questo tipo di interventi valgono le considerazioni svolte nei paragrafi precedenti in ordine al recupero del patrimonio edilizio. Le detrazioni di cui ci si intende occupare sono quelle previste dall’articolo 1 commi da 344 a 349 della Legge 296/2006. La legge di bilancio 2020 (Legge 27 dicembre 2019 n. 160 articolo 1, comma 175) ha prorogato al 31 dicembre 2020 la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. La detrazione si opera non solo dall’IRPEF ma anche dall’IRES. La percentuale della detrazione della spesa sostenuta varia tuttavia dal 50% al 65% a seconda dei
tipi di intervento e delle caratteristiche dell’eventuale impianto sostituito. La detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica su parti comuni degli edifici condominiali era già stata prorogata dalla legge di bilancio 2018 fino al 31 dicembre 2021. Per questi ultimi interventi sono state riconosciute percentuali di detrazione più elevate quando si riescono a conseguire determinati indici di prestazione energetica. Quando poi gli interventi condominiali di riqualificazione sono effettuati su edifici situati in zone sismiche 1 – 2 – 3 e finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico, le percentuali di detrazione sono ulteriormente aumentate.

 

LE DETRAZIONI PER GLI INTERVENTI ANTISISMICI

(detrazioni a regime, detrazioni di cui al cd. “sisma bonus”, detrazioni per gli acquisti di fabbricati antisismici derivanti dalla demolizione e
ricostruzione di preesistenti fabbricati)

Le fonti normative Le fattispecie che interessano le detrazioni per gli interventi antisismici sono plurime e le relative regole non sono tra loro omogenee. In particolare la materia è regolata:

– dall’articolo 16-bis comma 1 lettera i) del TUIR che disciplina interventi eseguiti su interi fabbricati situati in qualunque parte del territorio nazionale;

– dal decreto legge 63/2013 che ha introdotto il cd. “sisma bonus”, ampliato le categorie di immobili oggetto di intervento ma limitato queste agevolazioni agli interventi su immobili situati in determinate zone ad elevato rischio sismico;

– dall’articolo 46-quater del Decreto Legge 50/2017 convertito in Legge 21/6/2017 n. 96 che ha previsto un nuovo incentivo per l’acquisto di case antisismiche in zone ad elevato rischio sismico previa demolizione di edifici preesistenti;

– dalla legge di bilancio 2018 che ha introdotto una nuova detrazione quando si realizzano interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti in zone ad elevato rischio sismico.

Ecco il file completo con l’intera guida,
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