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Mutui in calo, ma i prezzi non scendono

I dati sulle compravendite a fine anno saranno molto probabilmente in negativo, nel primo trimestre 2020 c’è stato un decremento del 15,5%, per lo più tra gennaio e febbraio, dove l’attività notarile non ha conosciuto pause.

Allo stesso tempo, i tassi dei mutui sono ai minimi storici.

Potrebbe sembrare quindi che è più semplice comprare casa, o almeno meno dispendioso. Non è così, sembra che proprio gli immobili residenziali non abbiano risentito delle conseguenze economiche della pandemia, almeno per ora.

Dimostrato anche dalla Bussola Mutui, redatta da Mutuisupermarket.it e dalla centrale rischi Crif.

Perchè tutto ciò?

La ripartenza ha visto una ripresa di interesse per i mutui. A giugno è stato registrato un incremento del 13,3% rispetto allo stesso mese del 2019, dopo che, naturalmente, la situazione viveva una fase di stallo a causa del lockdown.

Altro elemento fondamentale sono le trattative, che stavano già per concludersi prima dell’emergenza sanitaria, sono state portate a termine non appena è stato possibile.

Anche perché è piuttosto complicato dal punto di vista giuridico rimettere in discussioni le condizioni già stabilite. I prezzi erano ormai gia ai minimi storici.

La stabiliti di quest’ultimi è evidente dai valori delle case ipotecate, cresciuti del 6% nel secondo trimestre.

A salire di più sono proprio i costi dell’usato invece che quelli per gli immobili nuovi. Rispetto allo stesso periodo del secondo anno, hanno conosciuto un +4,3% i primi e solo un +3,7% i secondi.

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