“Bonus facciate” Il bonus per la ristrutturazione della facciata degli edifici, è la nuova detrazione introdotta dalla legge di bilancio 2020. FederArchitetti ci spiega:

Bonus ristrutturazione facciata casa

Per le spese documentate sostenute nell’anno 2020 relative agli interventi di recupero o restauro della facciata – anche se si tratta di sola pulitura o tinteggiatura esterna, allora spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 90% ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Il bonus ristrutturazione per le facciate si applica tanto alle case individuali che al condominio.

Bonus ristrutturazione facciata “esterna”

Per Federarchitetti, non hanno fondamento le perplessità manifestate da alcuni circa l’applicabilità del beneficio ai soli lavori che interessano facciate su strada, dal momento che le facciate, come definite dal codice civile e da diverse sentenze della Cassazione, sono parte dell’involucro esterno di un fabbricato, ovvero l’insieme delle sue mura perimetrali, motivo per cui rientra sempre nelle proprietà comuni condominiali.

Bonus rifacimento facciata, come funziona?

I lavoratori autonomi, i dipendenti o i pensionati possono accedere alla detrazione per il bonus facciate, i primi in sede di dichiarazione annuale dei redditi, i secondi con la presentazione del modello 730.

Gli immobili interessati sono quelli ricadenti in zona “A” (centro storico) , ovvero le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; e quelli ricadenti in zona “B” (in genere zone adiacenti al centro storico) ovvero le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq